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24 febbraio, 19:24
UE ed USA stanno per assemblare una nuova Ucraina
Oggi a Kiev si reca urgentemente Catherine Ashton, capo della diplomazia dell'UE, per "discutere le questioni della stabilizzazione politiza e gli aiuti economici". La politica economica e finanziaria dell'UE non è stata mai di competenza della Ashton.
A giudicare dalle dichiarazioni provenienti da Bruxelles, Washington e Londra si tratta di fissare al più presto i risultati politici del colpo di Stato e di esportare la "rivoluzione sul Danubio" verso l'est e verso la Crimea. Nel contempo vengono messe in campo nuove tesi antirusse e si grida dei "terribili" piani della Russia nei confronti del paese vicino.
In sostanza, la Ashton viene inviata a Kiev per controllare che il processo di "assemblaggio" della nuova Ucraina non vada in tutt'altra direzione. Tale pericolo esiste. Questo "assemblaggio" viene realizzato con tale urgenza che solo pochi si preoccupano ormai della legittimità, della conformità alla costituzione o semplicemente dell'obiettività. Viene ignorata l'opinione della maggioranza della popolazione delle regioni orientali. Per il momento la determinatezza in Ucraina esiste su un solo punto, e cioè che al timone della "nuova Ucraina" si metterà l'ex premier Yulia Timoshenko.
È difficile dire come si svilupperà la situazione e se la Timoshenko riuscirà o meno ad imbrigliare i radicali senza litigare con i compagni di lotta, dice il politologo russo Pavel Sviatenkov:
Adesso è ovvio che la Timoshenko appoggerà tutte le rivendicazioni di Maidan per rimanere sulla cresta dell'onda rivoluzionaria. Ed ancora. Tutto dipenderà dal fatto se l'Ucraina firmerà o meno l'accordo di associazione con l'UE e se riceverà o meno il credito dell'FMI che le viene promesso adesso. Se firmerà l'accordo e riceverà il credito, allora le possibilità di manovrà di Timoshenko tra Russia ed Occidente saranno limitate, in quanto l'economia ucraina si trova sull'orlo del collasso. Il governo ucraino dipenderà, indubbiamente, da coloro che gli pagano il denaro .
Nelle dichiarazioni di Washington, Londra e Bruxelles risuona adesso un nuovo ritornello: "non ammettere l'intervento militare della Russia" e il fallimento dell'"aiuto economico" dell'Occidente a causa delle azioni di Mosca. Non esistono piani né del primo, né del secondo, ma Susan Rice, assistente del presidente USA per la sicurezza nazionale, ha già dichiarato che "questa invasione sarebbe un serio errore". Il ministro degli esteri britannico William Hague ha detto che ciò peggiorerebbe la situazione in Ucraina. Anche se ha fatto poi una riserva: "non sappiamo, ovviamente, come sarà la reazione della Russia". Alcuni politici a Londra e Washington ritengono persino che Mosca potrebbe essere coinvolta nel "progetto ucraino". È difficile dire cosa prevale in tali dichiarazioni: la malizia e la mancata comprensione di quanto sta accadendo?
Nessuno è in grado di spiegare come si potrebbe farlo dopo che la Rada Suprema con uno dei suoi primi decreti ha introdotto di fatto il divieto della lingua russa nel paese. Nell'ultimo finesettimana la Rada ha riconosciuto non valida la legge sulle "lingue regionali" del luglio 2012. D'ora in poi si può parlalre a livello ufficiale solo in lingua ucraina. Non sono seguite proteste da parte dell'UE. Del resto, le proteste non sono seguite neanche dopo che Oleg Tjagnibok, leader del partito "Svododa" (Libertà), ha dichiarato per l'ennesima volta che in Ucraina è necessario liberarsi dal potere dei russi e degli ebrei.
Secondo i dati forniti dall'Istituto internazionale di sociologia di Kiev, la lingua russa è usata a casa (cioè è la predominante lingua di comunicazione) dal 43 al 47% della popolazione dell'Ucraina. Si ritengono monolingua – dal 74 al 96% dei russofoni – la Crimea, le regioni di Dnepropetrovsk, Donećk, Zaporožje, Lugansk, Nikolaev, Odessa e Harkov. Abolire in Ucraina il russo come lingua regionale di comunicazione è all'incirca lo stesso che vietare di parlare in francese nel Belgio, dove il francese è la lingua nativa di attorno al 40% dei belgi. Sarebbe interessante vedere cosa sarebbe successo all'ex premier belga Herman Van Rompuy, che è adesso il presidente dell'UE, se avrebbe avuto il coraggio di farlo.
Se la divisione dell'Ucraina avrà luogo, ciò non sarà il risultato delle azioni della Russia, ma succederà esclusivamente per colpa degli ultraradicali e dell'opposizione, sostiene Bogdan Bezpalko, vicedirettore del Centro di studi sull'Ucraina e sulla Bielorussia presso l'Università di Stato "Lomonosov" di Mosca:
Ciò sarà possibile solo nel caso in cui i nuovi dirigenti condurranno una politica anti-Russia e antirussa abbastanza radicale e la relativa politica antireligiosa. Se ammetteranno l'umiliazione dei simboli mentali che esistono in queste regioni .
Per riformattare con successo l'Ucraina l'UE dovrebbe ridurre al più presto alla ragione l'ala radicale dell'opposizione e separare dall'opposizione l'ultranazionalismo. Tal è l'opinione di molti analisti in Europa. Questo è, in sostanza, il compito principale della Ashton.
"Indipendentemente dal fatto su che cosa contiamo in definitiva – ha scritto oggi il londinese Guardian , – sarebbe una follia condurre gli affari in Ucraina in modo come se questo paese fosse un'"entrata di servizio" verso i cambiamenti nella stessa Russia. Sarebbe bene lasciare tali pensieri al giudizio della storia. E sarebbe utile capire che tale reazione dolorosa della Russia alla rivoluzione è in parte motivata. In Ucraina è stato destituito il leader eletto in modo legittimo e conformemente alla costituzione. Dalla "parte della rivoluzione" ci sono tantissime persone con vedute politiche abominevoli. Ed infine, il fatto più fondamentale è che la Russia e l'Ucriana, quale che sia il regime in ciascuno di questi paesi in un dato periodo di tempo, sono, in sostanza, gemelli con rapporti reciproci lunghi molti secoli".
Nel mondo, Ucraina, USA, UE, Governo, Politica

PaoloPaolo, 25 febbraio, 03:08
Egr. Signori, consiglio vivamente al presidente Putin di mettere da parte gli indugi e accettare la "richiesta di aiuto" dei russi ucraini . La Secessione di tutta l'Ucraina orientale e della Crimea con annessa tutta la costa (per evitare basi americane future) mi pare ormai inevitabile. I cosiddetti ucraini occidentali, che non sono altro che un'accozzaia multietnica di ucraini, polacchi, moldavi, magiari, biellorussi, bulgari ecc. , prima o poi, strangolati dai prestiti della UE e del FMI, inizzieranno a scannarsi fra loro. Vi consiglio anche di aiutarli aumentandogli la "bolletta" del gas a prezzo di mercato. Gli USA in una regione altamente instabile inoltre non potrebbero disporre il loro scudo missilistico ( anche se ritengo che abbia un'alta percentuale di inefficacia). Il mondo ha bisogno di una potenza che freni le pretese americane, e quindi necessario muoversi prima che sia tardi, Macchiavelli docet. Putin potrebbe essere il moderno Pietro il Grande.
MatteoMatteo, 25 febbraio, 13:53
Signori vivo a Kiev dal 2003 e vi posso assicurare che quello che è stato fatto in queste ultime settimane da Usa e in parte Europa è abominevole. Una propaganda così non si era mai vista per non parlare della trasformazione di assassini in eroi.. Ma poi è buffo come quando gli fa comodo parlano di autodeterminazioni dei popoli mentre quando non gli fa comodo parlano di unità nazionale come valore assoluto.. La Timoshenko?? che Dio ce ne scampi.. come abitante di Kiev spero tanto che Putin non solo liberi Krimea e Donbass ma arrivi fin da noi e che si possa diventare uno stato Ucraino parte della Federazione Russa con Mosca capitale e Putin presidente (e ovviamente benzina e gas a prezzi russi). Gli Zapadenki??? se ne stiano con la loro lingua ucraina a raccoglier funghi nei boschi.. Matteo

Mario Sommossa Redazione Online
16 dicembre 2013, 15:49
USA ed UE in piazza a Kiev, ma il futuro è nelle mani degli ucraini
Stando al normale comportamento diplomatico internazionale suona ben strano, se non peggio, il comportamento tenuto a Kiev dal ministro degli esteri tedesco Westerwelle e dalla signora Ashton, ministro degli esteri europeo. Entrambi presenti per un incontro internazionale, invece di incontrare gli ufficiali rappresentanti del governo ucraino, si sono mischiati ai manifestanti anti-governativi e li hanno, addirittura, incoraggiati a continuare nelle loro proteste contro il Governo democraticamente e legittimamente eletto.

Anche due senatori americani, John McKain e Chris Murphy hanno aizzato la folla invitandola a continuare nel chiedere l'associazione all'Unione Europea: ".. l'Ucraina farà una Europa migliore e l'Europa renderà migliore l'Ucraina..". Cosa c'entrassero dei parlamentari americani con l'associazione di un Paese europeo all'Unione resterebbe oscuro solo se volessimo dimenticare che qualche americano continua a pensare che la guerra fredda non sia mai finita e la Russia sia ancora il grande nemico da distruggere con ogni mezzo. E' infatti evidente che, da parte di molti politici Usa ed anche di alcuni Stati europei, lo scopo dell'eventuale associazione dell'Ucraina alla UE non riguarda affatto i possibili pro e contro per le popolazioni coinvolte, bensi' un ulteriore passo di accerchiamento della Russia ed il tentativo di arrestarne il cammino di stabilizzazione.

In questo quadro, purtroppo, anche i giornalisti italiani che ne scrivono contribuiscono alla disinformazione su cio' che stia veramente accadendo. Innanzitutto non dicono che chi riempie le piazze costituisce solo una parte, e non maggioritaria, del popolo. La maggioranza del Paese, infatti, sta da tutt'altra parte e sostiene le decisioni del governo. Inoltre, in molti di coloro che manifestano c'e' piu' il desiderio di protestare contro la crisi economica in se, che di chiedere un qualunque trattato con Bruxelles. Anche chi, invece, chiede a gran voce l'accordo con l'Unione si illude che le difficoltà economiche e della vita quotidiana che da anni lo stanno strangolando, associandosi all'Europa, possano sparire da un giorno all'altro per un miracolo.
Purtroppo così non è e, a dirla tutta, noi europei non abbiamo né la voglia né le possibilità economiche, oggi, di farci carico dei problemi ucraini sborsando fantomatici capitali che non abbiamo saputo/voluto dare nemmeno ai greci o ai portoghesi.
Questo non è però l'unico equivoco. Incomprensioni ed errori son cominciati mesi orsono e vanno attribuiti a tutti i soggetti in campo: Germania e Polonia da un lato ma anche Russia e la stessa Ucraina dall'altro.
In Germania, soprattutto la CDU coltiva da tempo rapporti con i partiti di opposizione ucraini ed in particolare con l'astro emergente, il pugile-politico Vitali Klitschko, fissandogli continuamente incontri in Europa, finanziando il suo partito ed illudendolo di un sostegno che nei fatti non potrà garantirgli, pena la messa a rischio dei rapporti, fino ad ora positivi, che Berlino ha con Mosca. Non a caso la Cancelliera Merkel si è mostrata molto più prudente del proprio ministro degli esteri durante questi giorni di crisi.
Anche la Polonia, nella sua atavica fobia anti-russa, ha continuamente cercato di forzare di Bruxelles ad intervenire nelle questioni interne dei Paesi dell'ex Unione Sovietica. Sempre timorosa dell' "orso russo" e probabilmente incoraggiata da politici americani ancora schiavi del clima di guerra fredda, sta cercando di manovrare l'Europa come una propria leva, senza curarsi né della fattibilità, né delle conseguenze del suo patologico comportamento.
Gli errori ed i malintesi più gravidi di conseguenze negative vengono pero' proprio dal governo di Kiev e da Mosca. A noi sembra che Yanukovich mai avesse avuto una vera intenzione di associarsi all'Unione Europea, anche perche' troppo conscio delle controindicazioni economiche, politiche e sociali di tale passaggio per il proprio arretrato Paese. L'economia ucraina è talmente ancora disastrata che un alleggerimento delle barriere doganali, se pur graduale e limitato, avrebbe comportato il fallimento di numerose aziende locali. Senza contare che nuovi dazi avrebbero dovuto essere imposti, necessariamente, al confine con la Russia che doveva tutelarsi da triangolazioni delle aziende europee via Ucraina. Anche le condizioni legislative imposte dall'Unione avrebbero, probabilmente, incontrato ostacoli notevoli sia nel Parlamento che nei sentimenti di gran parte della popolazione ucraina. E non parliamo solo del caso giudiziario che riguarda l'ex primo ministro Julia Timoshenko (pure se, su questo punto, ci piacerebbe conoscere quali siano le informazioni in possesso di qualche leader europeo per giudicare che la sentenza emessa dai tribunali ucraini sia stata di carattere politico e non puramente penale).
Probabilmente l'inizio delle negoziazioni con Bruxelles è stato voluto da Yanukovich con uno scopo puramente tattico: mostrare a Mosca che i ricatti economici sempre più esosi che la Russia voleva imporre avrebbero potuto spingere l'Ucraina su una strada alternativa, certamente sgradita al Cremlino.
Ed ecco l'errore russo: dopo un periodo di idillio seguito alle elezioni di Yanukovich, Gazprom ha cominciato a chiedere un rialzo dei prezzi del gas insostenibile per le deboli finanze di Kiev oppure, in cambio, la cessione di tutta le rete di distribuzione di gas nel Paese.
Davanti a questo ricatto, nonostante le migliori intenzioni, Yanukovich non poteva dimenticare che fosse suo dovere tutelare al massimo gli interessi del suo popolo ed ha cercato di giocare tutte le carte in suo possesso contribuendo ad iniziare il pasticcio in cui oggi lui ed il suo Governo si trovano. L'errore di Mosca è stato cercar di forzare la mano con obiettivi di breve termine, dimenticando il senso della misura ed usando l'imperio anziché quel "soft power" che avrebbe creato meno problemi a tutti e che avrebbe garantito una più certa efficacia e durata nel tempo.
22 gennaio, 22:17
"Le manifestazioni di protesta in Ucraina coordinate da USA e UE"
"Le manifestazioni di protesta in Ucraina coordinate da USA e UE"
Foto: EPA
Gli ultimi sviluppi registrati in Ucraina sono frutto degli sforzi concertati degli Stati Uniti e della UE, ha dichiarato il capo redattore della rivista britannica Politics First Marcus Papadopoulos.
Gli ultimi sviluppi registrati in Ucraina sono frutto degli sforzi concertati degli Stati Uniti e della UE, ha dichiarato il capo redattore della rivista britannica
Politics First
Marcus Papadopoulos. "In Ucraina vediamo gli sforzi coordinati da parte degli Stati Uniti e dell'Unione Europea per rovesciare il governo democraticamente eletto del presidente Viktor Yanukovych," - ha detto, sottolineando di esprime un suo parere personale. "La sovranità dell'Ucraina come Paese indipendente è respinta e disprezzata dai funzionari dell'Unione Europea e degli Stati Uniti, dai politici polacchi e tedeschi così come dal senatore John McCain, giunto in visita a Kiev per ispirare e sostenere le proteste dell'opposizione," - sottolinea l'esperto britannico.