annessione Africa a LEGA ARABA

società occidentale rischia di essere soffocata nel vortice dell'effimero
Quanto è difficile educare, e trasmettere la fede.. quindi, tutti in cerca del fascino di Dio!

All'Angelus il nuovo appello del Pontefice Per la pace in Ucraina. Nuovo «accorato appello» del Papa per l'Ucraina. All'Angelus di domenica 2 marzo, in piazza San Pietro, il Pontefice si è rivolto alla comunità internazionale chiedendo che sia sostenuta ogni iniziativa in favore del dialogo e della concordia per il futuro del Paese. Prima della preghiera il Santo Padre aveva ricordato che «finché ognuno cerca di accumulare per sé, non ci sarà mai giustizia», invitando i fedeli a «vivere con uno stile semplice e sobrio» e «con lo sguardo attento alle necessità dei fratelli più bisognosi». Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

ad Agrigento per persone che vivono in situazioni di marginalità sociale Casa Rahab, per restituire a chi è stato tolto. Si chiama Casa Rahab ed è una struttura di sette mini appartamenti con due posti letto ciascuno destinata a persone in situazioni di marginalità sociale. La nuova realtà di accoglienza è stata realizzata nel centro storico di Agrigento su iniziativa della Caritas diocesana, attraverso la fondazione Mondoaltro. «Non è un gesto di carità — ha spiegato all'agenzia Sir, monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale italiana (Cei) —


i documenti raccolti nel fondo intitolato a Eugenio Morreale. Un fascista contro Hitler. rapporti italo-tedeschi come leader del movimento nazionalsocialista, partito strettamente legato al fascismo italiano. La seconda del 3 maggio di Lido Cajani, caporedattore del giornale, in cui si invita Morreale a recarsi «a Monaco e riferire sulle dichiarazioni che Hitler farà sui rapporti tra Italia e Germania». Dal ritrovamento di queste due lettere si può notare da un lato l'interesse del partito nazista nell'accreditarsi presso la stampa italia.a come forza che persegue una politica filo-italiana, sulla base anche della consonanza ideologica col fascismo, dall'altro l'intento del «Popolo d'Italia» di vedere cosa si propone di fare questo leader politico ancora poco noto, accusato di svendere all'Italia «i fratelli tedeschi dell'Alto Adige». Del resto sarà lo stesso Morreale che nel gi... Giornalista e funzionario agli Esteri Espulso da Vienna a ridosso dell'Anschluss — la figlia Margherita ricorda che membri della comunità ebraica andarono a salutarlo in stazione, presaghi forse dei tragici avvenimenti futuri — a Morreale viene affidato il consolato di Baltimore (1937). Da qui, a seguito dell'emanazione delle leggi razziali, egli ironizza su di esse componendo una poesia che invia a Giuseppe Cosmelli, console italiano a Washington («Voi, Signoria, che vi metteste in capo / di scoprire il prepuzio all'impiegato / e, non contento, scriveste
daccapo / per sapere se è celibe o sposato // e se la donna sua fra le antenate / non conti una trisavola israelita, / di grazia, Signori, cos'è? Scherzate? / o è la Vostra ragion che s'è smarrita?...»). Nel 1941 viene cacciato dagli Stati Uniti, a causa della rottura delle relazioni con i Paesi dell'Asse, e diviene console in Malaga. Caduto il fascismo, egli, antinazista di lunga data, decide di rappresentare gli interessi della Repubblica sociale italiana, individuando in essa la continuità della patria. Finita la guerra e restituite le consegne al ministero degli Esteri, Morreale decide di restare in Spagna, dichiarandosi disponibile a subire un regolare processo, qualora vi siano accuse nei suoi confronti. All'inizio degli anni Cinquanta torna alla sua vecchia professione di giornalista e inizia a collaborare con importanti organi di stampa: scrive per la «Gazzetta del Popolo», «La Nazione», il «Corriere d'Informazione», pubblicando articoli dove si occupa principalmente del periodo della guerra. Sulla «Gazzetta del Popolo» del 1° novembre 1953 scrive l'articolo Nell'archivio degli orrori, i documenti di un tragico destino, dove definisce l'Olocausto «una delle più nefande manifestazioni della guerra tedesca. Di ritorno dai Balcani trovai sul mio tavolo un telegramma del mio redattore capo che mi chiedeva di partire subito per Monaco Conobbi il Führer nel 1929. lungo articolo al nazismo: mi riferisco al pezzo scritto da Norimberga (7 agosto), dal titolo Germania, svegliati! L'adunata degli hitleriani a Norimberga. Comprende a pieno le prospettive future del movimento, a prescindere dall'ironia che lo circonda, e anche il suo forte collante antisemita: «Berlino canzona, ironizza o finge di ignorare: arrischia di svegliarsi troppo tardi, se questa diana continua. Pare quindi che della pregiudiziale antisemita Hitler si serva come di barriera insormontabile per impedire eventuali allettamenti alle fusioni. Possibile, invece, egli ritiene la collaborazione in fatto di politica estera ed attende che la logica dei suoi ragionamenti pieghi i più vicini a riconoscere la necessità di un avvicinamento tra la Germania e l'Italia. Ed è uomo tenace: gli insuccessi, mi diceva oggi, non mi hanno mai scoraggiato: sarà questione di tempo!». Se in questi primi articoli si può constatare un atteggiamento "neutrale" di Morreale nei confronti del nazismo, la sua posizione cambia radicalmente con l'ascesa al potere di Hitler e con l'assassinio di Dolfuss, come dimostrano i suoi giudizi impietosi sul Reich in un articolo del 1934: «Nei problemi particolari il nazional-socialismo ha cercato di dar seguito, con fortuna maggiore o minore o addirittura con disgrazia, ad una serie di idee preconcette, ammesse prima e sostenute poi, con quella rigidità che è proprio della gente germanica. Quanto all'Italia, diciamo francamente la nostra opinione avvertendo che si è venuta formando sulla base di comuni osservazioni generali, oltre che in seguito a tre colloqui col Führer tra il 1929 ed il 1930, a Monaco ed a Norimberga, e con persone vicine al Führer. Se sbagliamo, tanto meglio. Il nazional-socialismo ricerca l'amicizia dell'Italia non per quello che essa vale nel consolidamento di un equilibrio europeo, ma per fini più egoisti e meno pacifici: perché esso assume come verità storica l'ostilità dell'Italia per la Francia e ritiene
quindi l'Italia l'unico valido alleato contro il suo vicino d'oltre Reno. L'altro capo di accusa che giunge dal Reich, il presunto terrorismo del governo di Vienna, non ha bisogno di essere confutato: è troppo chiaro ormai e troppo documentato che il governo austriaco si trova nella necessità di doversi difendere da un terrorismo che viene dall'esterno e che non rifugge da nessun mezzo: dalla calunnia al delitto. In direzione dell'Austria, la politica del Reich ha trovato la
massima resistenza perché ha trascurato un attore fondamentale della vita dei
popoli: la storia dell'Austria ha un millennio di storia indipendente
che le fa ancor oggi apprezzare l'indipendenza e le fa agognare la
ripresa di un cammino che, per quanto aspro, è sempre il più diritto. Dalla storia sboccia un'idea di patria: Dolfuss è caduto per essa, ma le idee non si uccidono». Non è possibile affermare che Gonella e Morreale si siano personalmente conosciuti, anche se con ogni verosimiglianza si lessero
reciprocamente. Certo è che testimoniano un modo di fare giornalismo che, oltre ad essere
poco accomodante con le posizioni di politica estera che il fascismo andava assumendo, li
porta a rischiare di persona per quanto scrivono: Gonella fu dapprima sottoposto a vigilanza speciale da parte del regime e nel 1939 perfino arrestato (venne liberato grazie all'intercessione, sembra, di Montini); Morreale fu cacciato da Vienna a seguito delle pressioni
naziste su Ciano. Un duplice esempio di deontologia e di coerenza con le proprie idee
a scapito di vantaggi professionali ed economici.

Come parla Jorge Mario Bergoglio È una favola, un «cuento chino» Quando vi raccontano che è stata abolita la schiavitù non ci credete. Parlava della condizione di tante persone sfruttate
clandestinamente quando gliel'ho sentito dire, o forse, proprio il contesto in cui ha usato la frase ha fatto sì che la notassi. «Quando vi raccontano che nel 1813 è stata abolita la schiavitù nel nostro Paese, non ci credete, sono cuentos chinos ("favole cinesi"). La schiavitù esiste ancora, in quei laboratori clandestini dove gli immigranti sono rinchiusi a lavorare ore e ore e dove mangiano e dormono senza poter uscire. Lì ogni macchinario, ogni giaciglio, ogni bagno sporco è uno strumento di tortura». Era il 23 settembre 2011,

Quel Nietzsche inatteso. Si intitola Con le periferie nel cuore (Cinisello Balsamo,
Edizioni San Paolo, 2014, pagine 148, euro 14) l'ultimo libro di Raffaele Luise, ma potrebbe chiamarsi "cronache dalla primavera della Chiesa", un risveglio nato da gesti, costumi, atteggiamenti che hanno ridestato l'attenzione del mondo. Luise, vaticanista Rai, ricostruisce alcuni snodi del primo anno di pontificato di Papa Francesco: dalla scelta di abitare a Santa Marta alla visita a Lampedusa. «Tutti — risponde Gustavo Zagrebelski alle domande dell'autore — cattolici e non cattolici, credenti o non credenti in una religione, siamo degli apprendisti, ed essendo degli apprendisti possiamo apprendere l'uno dall'altro». Tra l'altro, il confine tra credenza e non credenza, per sua natura, è spesso assai sottile, come possiamo vedere in questa poesia, praticamente sconosciuta, del non ancora ventenne Friederich Nietzsche, Al Dio ignoto: «Potessi liberarmi, /obbligarmi a servirlo/ Io voglio conoscerti, Ignoto / penetrato nella mia anima / come tormenta che scuote la mia vita / Oh, imprendibile, somigliante a me stesso! / Io voglio conoscerti; di più, servirti». Nel volume La gioia di ogni giorno, (Milano, Mondadori, 2014, pagine 159, euro 14) invece, Giuliano Vigini accompagna il lettore in un viaggio alla scoperta della virtù più sottovalutata, misconosciuta e fraintesa della vita cristiana, la letizia; lungo i trenta capitoli del libro il percorso guidato si snoda attraverso il "sì" che apre alla speranza, fino ad arrivare al pane della vita per sempre dei capitoli finali: un approfondimento sulla figura del pastore e il programma di vita «predicare la verità, fare il bene, rallegrare l'esistenza.



Paesi Ue, libertà di scelta su Ogm [ UNIONE Europea delle banane: satanisti massoni Bildenberg! ma, dopo la notizia ufficiale, con documentazione fotografica di "vocedellarussia" italian.ruvr.ru , dove hanno mostrato la foto di un ibrido tra maiale e donna, che allatta alla pancia quattro cuccioli di umanoidi, noi abbiamo il dovere sacro di fermare questo inquinamento, OGM, poi, il pregetto delle scie chimiche, ecc.. sono tutti programmi per sostituire le specie naturali, del nostro pianeta con piecie di biologia sintetica.. ]
Volontà chiudere entro anno, passi avanti Germania
03 marzo, 20:07. Apertura dei 28 paesi Ue alla proposta legislativa che dà ai singoli stati membri la facoltà di scelta se autorizzare o meno la coltivazione di ogm sul loro territorio.

E' quanto è emerso nel corso del Consiglio Ue ambiente, dove la stragrande maggioranza dei 28 Italia inclusa, intervenuti in dibattito pubblico, si sono espressi a favore del testo presentato dalla presidenza greca di turno dell'Ue sulla base di quello preparato nel 2010 dalla Commissione Ue. E un passo in avanti significativo è stato quello fatto dalla Germania, finora parte della minoranza di blocco contraria, che ha segnalato la sua "riserva d'esame" in attesa che il governo tedesco adotti "entro giugno" una posizione chiara sulla questione ogm alla luce delle preoccupazioni dei cittadini".

Solo un paese è rimasto fermamente contrario, il Belgio, e alcuni stati hanno assunto posizioni più sfumate, in particolare Portogallo, Bulgaria e Polonia. E un forte sostegno a favore del testo di compromesso presentato dalla presidenza greca è stato espresso da paesi a favore della coltivazione degli ogm quali Spagna e Gran Bretagna. La Francia ha invece presentato una sua propria proposta che, se pure va nella stessa direzione, per molti paesi prenderla in considerazione costituirebbe un ulteriore rallentamento del processo decisionale. Questa consiste in un sistema di autorizzazione a due livelli, uno Ue basato sul parere scientifico dell'Efsa che definirebbe una 'lista Ue' di ogm la cui coltura potrebbe essere autorizzata in Europa, e l'altro a livello nazionale, dove chi vuole coltivare uno degli ogm sulla lista dovrebbe chiedere il permesso allo stato in questione. Secondo Parigi, si tratterebbe di un quadro giuridico "più sicuro" davanti al Wto. In ogni caso, considerata dalla maggioranza dei 28 una "buona base su cui avviare le discussioni per trovare un accordo", la presidenza greca dell'Ue ha deciso di avviare i lavori tecnici sulla sua proposta, con l'obiettivo di chiudere "entro il 2014".

3 marzo 2014, 19:09. Avigdor Eskin: Ucraina entra nel periodo dei torbidi. © Foto: «La Voce della Russia» In un'intervista a "La Voce della Russia" il giornalista ed attivista politico israeliano Avigdor Eskin ha espresso il proprio punto di vista sui problemi della democrazia europea e sulle forme in cui si è mutata in Ucraina. - Come si iscrive nel sistema dei valori europei la trasformazione della protesta liberale in Ucraina in crescita dell'influenza dei movimenti e partiti nazionalisti? - Gli avvenimenti in Ucraina hanno messo in evidenza il lato debole della democrazia moderna. L'aspetto tecnico, ossia il voto diretto, è stato eretto al rango di idolo. In Ucraina è stata violata la "sacralità" delle elezioni. Riconoscendo il nuovo governo ucraino l'Occidente firma doppi standard riguardo gli aspetti tecnici: si tratta del riconosimento della destituzione del presidente eletto. Ma non si tratta solo dell'aspetto tecnico del processo democratico. Per la prima volta dopo la fine della Seconda guerra mondiale ad aspirare al potere è un partito che solidarizza apertamente con criminali nazisti. (Non bisogna confonderlo con i radicali in Europa che protestano contro l'immigrazione.) Vediamo che la democrazia non è in grado di porre una barriera alle intenzioni dei neonazisti. È una crisi sistemica, anziché un fallo locale. - Come incideranno sulla condizione dei cittadini russofoni dell'Ucraina, tra cui le comunità ebraiche, i cambiamenti intervenuti nell'Olimpo politico ucraino? Qual è l'atteggiamento della comunità israeliana verso gli avvenimenti ucraini?
- L'Ucraina entra nel periodo dei torbidi. In tali casi soffrono sempre le minoranze, per giunta in seguito alle azioni di ambo le parti del conflitto. L'illustrazione obiettiva degli avvenimenti in Ucraina non è diventata la prima priorità nei paesi occidentali. I messaggi dei corrispondenti erano permeati da una sola idea: gli insorti amanti della libertà chiedono indipendenza da Putin. Si può dire che i media russi hanno lavorato in Ucraina in modo più professionale rispetto ai loro colleghi.
La stampa israeliana si è distinta in senso migliore, ma nessuno cercherà di raccapezzarsi in tutti gli intrecci della politica ucraina, eccetto gli stessi politici in Ucraina. - È logico in risposta alla formazione dei reparti di autodifesa nell'Ucraina Occidentale e a Kiev formare reparti simili in Crimea? - Si doveva già da tempo distribuire armi a tutte le forze che si oppongono al neonazismo. Ciò non può essere definito ingerenza negli affari interni. L'opposizione al nazismo è un obbligo di ciascun uomo e di ciascuno Stato. Auguriamo alla Russia di eliminare con successo questo tumore maligno dal corpo dell'Ucraina e di tutta l'Europa!
Yanukovich (il presidente legittimo) chiede a Putin di inviare l'esercito in Ucraina
Il presidente ucraino Viktor Yanukovich ha inviato a Vladimir Putin una richiesta scritta per usare le forze armate russe a difesa della popolazione dell'Ucraina e per ristabilire la legge e la pace nel Paese, ha dichiarato Vitaly Churkin, il rappresentate della Russia alle Nazioni Unite.
"In qualità di presidente legittimamente eletto dell'Ucraina dichiaro: i fatti di Maidan e la presa illegale del potere a Kiev hanno portato l'Ucraina sull'orlo della guerra civile. Nel Paese regnano il caos e l'anarchia. La vita e la sicurezza delle persone, in particolare nel sud-est del Paese ed in Crimea, sono minacciate. Sotto l'influenza dei Paesi occidentali si è aperta la strada al terrore e alla violenza", - motiva così la sua richiesta Yanukovich.
La situazione in Ucraina. Il consiglio dei ministri della Crimea aveva deciso di indire un referendum sul futuro della penisola il prossimo 30 marzo. Il 27 febbraio il Parlamento della Crimea aveva nominato primo ministro della penisola Sergey Aksenov, leader del movimento socio-politico locale Unità Russa. Aksenov ha dichiarato di ritenere come legittimo presidente del Paese Viktor Yanukovich e di volergli obbedire. Putin ordina ai militari di ritornare nelle basi. Il comandante supremo delle forze armate, il presidente russo Vladimir Putin, ha ordinato alle truppe e alle unità che hanno preso parte alle esercitazioni militari, di ritornare nelle proprie basi, ha riferito il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov.
L'ordine è stato dato dopo che è stata consegnata a Putin una relazione sull'esito positivo delle esercitazioni militari condotte nel Paese.