nwo ISRAELE NON HA CAPITO


LA NATO NELLA PEGGIORE DELLE IPOTESI, COME, SITUAZIONE PIù: SFAVOREVOLE, PER LA RUSSIA, ACCUSA LA RUSSIA DI VIOLAZIONI, CHE, LEI LA NATO, PRETENDE DI POTER FARE, IMPUNEMENTE, IN FAVORE DI KIEV! INFATTI, NESSUNO NEGA, CHE, ARMI, ECC... GIUNGONO DALLA NATO ALLA UCRAINA! ] Ucraina: Stoltenberg, lo stolso: si contradice: ed afferma: "Putin violato tregua!", poi, si contraddice: il Segretario generale Nato, e dice: "Mosca consegna armi da giorni!" QUINDI LUI AFFERMA, DI ESSERE UN BUGIARDO, INFATTI LUI AVEVA DETTO CHE è L'ESERCITo RUSSO, CHE, COMBATTE NEL DONBASS, A DIFESA DEL POPOLO SOVRANO, CALUNNIE, CHE, LUI NON è IN GRADO DI DIMOSTRARE! OK! SONO DATI LEGITTIMI AIUTI MILITARI, DATO CHE, ANCHE NATO, DA SUOI ILLEGALI AIUTI MILITARI ALLA UCRAINA.. QUESTA è LA RELTà, LA NATO NELLA PEGGIORE DELLE IPOTESI, COME, SITUAZIONE PIù: SFAVOREVOLE, PER LA RUSSIA, ACCUSA LA RUSSIA DI VIOLAZIONI, CHE, LEI LA NATO, PRETENDE DI POTER FARE, IMPUNEMENTE, IN FAVORE DI KIEV! INFATTI, NESSUNO NEGA, CHE, ARMI, ECC... GIUNGONO DALLA NATO ALLA UCRAINA! ] http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2014/11/14/ucrainastoltenbergputin-violato-tregua_a377a979-548f-4f7c-92cf-335209045091.html
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/news/2014_11_14/Due-donne-vittime-di-un-bombardamento-a-Donetsk-7686/

http://cdn.ruvr.ru/2014/11/14/1495725232/9RIAN_02524820.HR.ru.jpg
Due donne vittime di un bombardamento a Donetsk. Due donne sono rimaste uccise nel corso di un bombardamento dei militari ucraini su Donetsk.
Potenti spari d'artiglieria si sentono persino nel centro della città. Rimbomba il frastuono delle esplosioni anche nei pressi dell'aeroporto, dove combattono gli uomini della milizia separatista e le forze di sicurezza ucraine. In precedenza dal quartier generale delle forze separatiste avevano riferito che i soldati di Kiev restano a nord dell'aeroporto e proseguono a bombardare le posizioni dei filorussi e i quartieri residenziali vicini con l'artiglieria pesante.
Secondo le Nazioni Unite, sino al 31 ottobre più di 4mila civili hanno perso la vita nel conflitto, mentre più di 9mila sono i feriti.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_11_14/Due-donne-vittime-di-un-bombardamento-a-Donetsk-7686/
e cosa può importare a noi, se, questa galassia shariah, i jihadisti: sono un complotto: saudita di farisei ottomani, salafita, USA UE LEGA ARABA, per uccidere Israele, e tutto l'occidente?
IL CAIRO, 14 NOV - Le forze dell'ordine egiziane hanno imposto un coprifuoco provvisorio, fino alle 6 di domani mattina, nella zona di Fayyoum, a 100 km a sud del Cairo, dove hanno arrestato 17 membri del Fratelli musulmani accusati di aver ucciso un comandante di polizia del commissariato della città. Lo riferiscono fonti della sicurezza. Nelle case perquisite sono stati trovati una grande quantità di armi e volantini inneggianti al rovesciamento dello Stato.
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il fatto che, quello, che, io scrivo, può essere destabilizzante sul piano dell'equilibrio mentale: per l'orrore, che, il satanismo: istituzionale e internazionale: può produrre: cioè, qualcosa, che, l'umano ha bisogno di rimuovere, attraverso, l'obblio, o sembrare qualcosa, di così assurdo, che, potrebbe andare oltre, la fantascienza, questo non vuol dire: che, non può essere vero! o che, i vili: coloro che, dicono di essere le "sentinelle" del Regno di Dio, non debbano esercitare un discernimento spirituale, su di me (agnoti sul piano del rigore razionale). e quindi, accettare, supinamente, che, Spa FMI, FED, BCE, Rothschild, Spa Banca Mondiale Spa: corporations farisei Illuminati, loro, in violazione della costituzione, con la complicità del sistema massonico: ci abbiano potuti fare, diventare, i loro schiavi: vendendoci ad interesse il loro denaro: per un costo complessivo: del denaro pari al 270% (signoraggio bancario:+: Debito Pubblico:+: 100%:+: Riserva frazionaria:+:70%:=: 270%: fonte scienziato: GIACINTO Auriti: SIMEC). TANTO PREMESSO, SI INVITANO LE PERSONE MINORENNI, O CHE, SONO EMOTIVAMENTE SENSIBILI: A NON CONTINUARE NELLA LETTURA DEL PRESENTE DOCUMENTO! Tuttavia, il Nuovo Ordine Mondiale, di quello che potrebbe essere il progetto: medioevale ebraico cabalistico chimato: "GOLEM", oggi, RIFORMULATO: in CHIAVE moderna, come: progetto "aliens abductione" "biologia sintetica" "A.I. intelligenza artificiale", non potevano trovare un maggiore nemico in me, che in questi anni lunghissimi in youtube: con milioni di articoli: io ho espresso un rigore: razionale e logico estremo: cioè, pur essendo un credente: io ho la impostazione razionale dell'agnostico! chi non vuole affrontare la sofferenza di indagare sui presenti contenuti si renderà responsare di un giudizio di condanna per il giorno del giudizio, e complice: della pianificata guerra mondiale nucleare con 5 miliardi di morti!
Malachia 4:5-6 chi è Ramondetta, questo Unius REI?
https://www.facebook.com/ramondetta.vincenzo
5 Ecco, io vi mando il profeta Elia,
prima che venga il giorno del SIGNORE,
giorno grande e terribile.
6 Egli volgerà il cuore dei padri verso i figli,
e il cuore dei figli verso i padri,
perché io non debba venire a colpire il paese di sterminio».
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Papa Francesco lancia un appello in favore dei cristiani perseguitati. ] [ Un nuovo sentito appello, quello rivolto dal Papa a "quanti hanno responsabilità politiche a livello locale e internazionale, come pure a tutte le persone di buona volontà", affinchè "si intraprenda una vasta mobilitazione di coscienza in favore dei cristiani perseguitati". Un nuovo accorato messaggio, quello del Pontefice, espresso in conclusione dell'udienza generale di ieri in piazza San Pietro, davanti a 15mila persone, ricordando che i cristiani perseguitati "hanno diritto di trovare nei propri Paesi sicurezza e serenità, professando liberamente la nostra fede. E adesso, per tutti i cristiani perseguitati perché cristiani, vi invito a pregare il Padre Nostro", ha pertanto sottolineato il Santo Padre, epilogo del suo appello prima dei saluti ai gruppi italiani. Papa Francesco ha inoltre aggiunto di seguire "con grande trepidazione le drammatiche vicende dei cristiani che in varie parti del mondo sono perseguitati e uccisi a motivo del loro credo religioso. Sento il bisogno – ha spiegato – di esprimere la mia profonda vicinanza spirituale alle comunità cristiane duramente colpite da una assurda violenza che non accenna a fermarsi, mentre incoraggio i Pastori e i fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza". Poi ha ricordato che "i fedeli che partecipano a questa udienza sono in due posti, uno in piazza, l'altro posto è l'aula Paolo VI, dove ci sono tanti malati, e come il tempo era così incerto che non si sapeva se c'era pericolo della pioggia, sono là che seguono l'udienza al maxischermo, vi invito a salutarli con un applauso". Poi, parlando a braccio come Bergoglio è solito fare, si è rivolto alle suore scalabriniane e ha detto: "ma grazie tante, grazie tante, per quello che fate per i migranti".
Nel corso dell'udienza generale di ieri, 12 novembre 2014, Papa Francesco ha invece affrontato l'argomento dei ministri della Chiesa, soffermandosi sul loro servizio reso ai fratelli. "che cosa viene richiesto a questi ministri della Chiesa, perché possano vivere in modo autentico e fecondo il proprio servizio?", ha esordito il Pontefice che ha poi parlato dell'apostolo Paolo e delle lettere pastorali inviate ai suoi discepoli Timoteo e Tito: "l'apostolo Paolo si sofferma con cura sulla figura dei vescovi, dei presbiteri e dei diaconi, anche sulla figura dei fedeli, degli anziani, dei giovani delineando, per i vescovi, presbiteri e diaconi, ciò a cui essi sono chiamati e le prerogative che devono essere riconosciute in coloro che vengono scelti e investiti di questi ministeri".
"Ora, è emblematico come, insieme alle doti inerenti la fede e la vita spirituale, che non possono essere trascurate, sono la stessa vita, vengano elencate alcune qualità squisitamente umane – ha poi aggiunto Bergoglio – l'accoglienza, la sobrietà, la pazienza, la mitezza, l'affidabilità, la bontà di cuore. E' questo l'alfabeto, è questa la grammatica di base di ogni ministero! Deve essere la grammatica di base di ogni vescovo, di ogni prete e di ogni diacono. Sì, perché senza questa predisposizione bella e genuina a incontrare, a conoscere, a dialogare, ad apprezzare e a relazionarsi con i fratelli in modo rispettoso e sincero, non è possibile offrire un servizio e una testimonianza davvero gioiosi e credibili".
Il Papa ha spiegato che "deve essere sempre viva la consapevolezza che non si è vescovi, sacerdoti o diaconi perché si è più intelligenti, più bravi e migliori degli altri, ma solo in forza di un dono, un dono d'amore elargito da Dio, nella potenza del suo Spirito, per il bene del suo popolo. Questa consapevolezza è davvero importante e costituisce una grazia da chiedere ogni giorno. Infatti – ha rilevato – un Pastore che è cosciente che il proprio ministero scaturisce unicamente dalla misericordia e dal cuore di Dio non potrà mai assumere un atteggiamento autoritario, come se tutti fossero ai suoi piedi e la comunità fosse la sua proprietà, il suo regno personale". "La consapevolezza che tutto è dono, tutto è dono, tutto è grazia, aiuta un Pastore anche a non cadere nella tentazione di porsi al centro dell'attenzione e di confidare soltanto in se stesso. Sono le tentazioni della vanità, dell'orgoglio, della sufficienza, della superbia. Guai se un vescovo, un sacerdote o un diacono pensassero di sapere tutto, di avere sempre la risposta giusta per ogni cosa e di non avere bisogno di nessuno".
Parlando in spagnolo, durante i saluti finali, Papa Francesco si è detto "particolarmente vicino in questo momento doloroso della sparizione dei ragazzi messicani che – ha sottolineato – ora sappiamo assassinati" e ha ricordato "la realtà drammatica di tutta la criminalità che esiste, legata al commercio e al traffico di droga".
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TUTTI I DIALOGHI, CON I MUSULMANI, SONO UNA TRUFFA, SE LORO NON DENUNCIANO, COME CRIMINALE, LA SHARIAH DI TUTTA LA LEGA ARABA, CHE, OLTRE AD ESSERE UN NAZISMO, SENZA RECIPROCITà E SENZA LIBERTà DI RELIGIONE, TRASFORMA: I CRISTIANI IN DHIMMI SCHIAVI! Concluso il forum: IN QUESTO ARTICOLO? SONO TUTTE CAZZATE? SONO BRAVI I CRISTIANI A FARSI PRENDERE PER IL CULO!
cattolico-musulmano, All'insegna del dialogo cordiale e fraterno. 13 novembre 2014. Una condanna «unanime degli atti di terrorismo, oppressione, violenza nei confronti di persone innocenti», nonché delle persecuzioni, profanazioni di luoghi sacri e distruzione di eredità culturali, è stata espressa a conclusione del terzo forum cattolico-musulmano, tenutosi a Roma dall'11 al 13 novembre. Lo ha reso noto un comunicato del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, nel quale si sottolinea che la presentazione degli interventi e i successivi dibattiti — sul tema «Lavorare insieme per servire gli altri» — si sono svolti in un clima cordiale e fraterno. Partendo dal presupposto che «non è mai accettabile usare la religione per giustificare simili atti o fondere questi atti con la religione», i partecipanti all'incontro hanno concordato sul fatto che esso si sia «svolto in un tempo di gravi tensioni e conflitti nel mondo», per cui è auspicabile una maggiore cooperazione reciproca.
Dopo aver preso atto dei numerosi esempi che ci sono nel mondo «di collaborazione attiva tra cattolici e musulmani in ambito educativo, caritativo e assistenziale», i delegati hanno rilanciato l'importanza dell'«educazione dei giovani — in famiglia, a scuola, all'università, in chiesa o nella moschea — per promuovere il rispetto per gli altri». A tal fine, «i programmi scolastici e i libri di testo dovrebbero riportare un'immagine obiettiva dell'altro». Inoltre i partecipanti hanno ribadito «l'importanza della cultura del dialogo tra le religioni per approfondire la comprensione reciproca», considerata necessaria «per superare pregiudizi, distorsioni, sospetti e generalizzazioni inappropriate, che danneggiano le relazioni pacifiche». Infine «si è ritenuto che il dialogo dovrebbe portare all'azione, specialmente tra i giovani». E a tal proposito i partecipanti «hanno incoraggiato cristiani e musulmani a moltiplicare le opportunità d'incontro e di cooperazione a progetti congiunti per il bene comune».
 http://www.osservatoreromano.va/it/news/allinsegna-del-dialogo-cordiale-e-fraterno#sthash.tk3s4VOy.dpuf
=================== IN QUESTO ARTICOLO? TUTTE CAZZATE? SONO BRAVI I CRISTIANI A FARSI PRENDERE PER IL CULO!
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2014/11/14/isis-londra-bandisce-jihadisti-gb_3fcb53c3-137f-43b0-8d16-23e87ef8f89a.html LONDRA, 14 NOV - La Gran Bretagna ha lanciato uno dei più importanti pacchetti di misure anti-terrorismo degli ultimi tempi. Ad annunciarlo il premier David Cameron. Secondo il Daily Telegraph, vengono "banditi" i jihadisti britannici che si sono uniti all'Isis in Medio Oriente: non potranno rientrare in patria per almeno 2 anni dopo l'introduzione di "ordini di esclusione temporanea". Diventeranno apolidi e i loro nomi saranno inseriti su una lista nera delle compagnie aeree,in modo da impedire loro di volare.
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Egitto è un criminale, perché, lui non può dire: "io non so, che, è la shariah, il vero carburante, del califfato jihadista! infatti, oltre la ipocrisia, loro sono sempre stati: un solo complotto, contro: Israele, e contro: il genere umano: nella realtà, infatti sono i nuovi nazisti che la comunità internazionale deve sterminare: questa tensione: contro: la Russia? è soltanto un diversivo! "TUTTI I DIALOGHI, CON I MUSULMANI, SONO UNA TRUFFA, SE LORO NON DENUNCIANO, COME CRIMINALE, LA SHARIAH DI TUTTA LA LEGA ARABA, CHE, OLTRE AD ESSERE UN NAZISMO, SENZA RECIPROCITà E SENZA LIBERTà DI RELIGIONE, TRASFORMAM I CRISTIANI IN DHIMMI SCHIAVI! Concluso il forum: IN QUESTO ARTICOLO? SONO TUTTE CAZZATE? SONO BRAVI I CRISTIANI A FARSI PRENDERE PER IL CULO!
cattolico-musulmano, All'insegna del dialogo cordiale e fraterno. 13 novembre 2014. Una condanna «unanime degli atti di terrorismo, oppressione, violenza nei confronti di persone innocenti», nonché delle persecuzioni, profanazioni di luoghi sacri e distruzione di eredità culturali, è stata espressa a conclusione del terzo forum cattolico-musulmano, tenutosi a Roma dall'11 al 13 novembre.
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il BRASILE HA DATO L'ESEMPIO: ORA, COSì DEVONO FARE ANCHE, TUTTI I PAESI DEL MONDO! METTIAMO UN ARGINE ALLA VOLGARITà, E INIZIAMO AD INVESTIRE SULLA VIRTù!
SAN PAOLO, 14 NOV - Il Brasile ha vietato l'ingresso sul proprio territorio ad un controverso insegnante di 'tecniche di seduzione', che per molti non è altro che un molestatore di donne. Le autorità di Brasilia hanno annunciato che non concederanno il visto a Julien Blanc, uno svizzero che gira il mondo assieme ad altri 'artisti del rimorchio', secondo una loro definizione, per insegnare agli "uomini comuni" come conquistare una donna. Contro Blanc sono state raccolte sui social network 278 mila firme. http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2014/11/14/brasilenegato-visto-a-seduttore-seriale_a9fba534-0693-4b73-8dbf-5fe54987ddb1.html
 Saint Jean Marie Vianney. Le Saint Curé d'Ars un homme de prière. https://www.facebook.com/pages/Saint-Jean-Marie-Vianney/736780733067727?ref=notif&notif_t=fbpage_fan_invite
De longs moments devant le tabernacle, une véritable intimité avec Dieu, un abandon total à sa volonté, un visage transfiguré… autant d'éléments qui touchaient ceux qui le rencontraient et laissaient percevoir la profondeur de sa vie de prière et de son union à Dieu. Ce fut sa grande joie et le lieu d'une véritable amitié avec Dieu : « Je vous aime, ô mon Dieu, et mon seul désir est de vous aimer jusqu'au dernier soupir de ma vie ». Une amitié qui sous-entend une réciprocité, comme deux morceaux de cire, précisait M. Vianney, qui fondus ensemble ne peuvent plus être séparés ou identifiés ; ainsi en est-il notre âme avec Dieu quand nous prions…
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Rincorrendo l'utopia dell'uguaglianza, La teoria del «gender» nega che l'umanità sia divisa tra maschi e femmine, 10 febbraio 2011, È in corso a Pamplona, fino all'11 febbraio all'Universidad de Navarra, il primo congresso internazionale sull'ideologia del gender. Anticipiamo il contributo che uno dei relatori ha sintetizzato per il nostro giornale.
Negli ultimi decenni del XX secolo nei Paesi occidentali abbiamo assistito a una rivoluzione concettuale fondata su manipolazioni del linguaggio, cioè la sostituzione del concetto di differenza sessuale con il termine indeterminato gender. In sostanza, alcuni intellettuali e politici hanno cercato di rendere concreta e condivisa l'affermazione del famoso libro di Simone de Beauvoir Il secondo sesso : «Donne non si nasce, ma si diventa».
Le ragioni che hanno permesso e favorito il sorgere di questa nuova ideologia sono molte, e di diversa natura. Da una parte, la caduta del muro di Berlino, a cui è pochi anni dopo seguita la grave recessione economica mondiale, hanno messo in crisi tutti gli apparati ideologici che avevano intessuto la vita politica: crollano infatti tutti i tipi di ideologia comunista e socialista, e poi anche il liberalismo capitalista. In questo vuoto, la caccia a nuovi valori con cui giustificare le scelte politiche ha portato a una sorta di divinizzazione dei Diritti umani, che da obiettivo che le società si dovevano porre sono diventati i valori guida indiscutibili, anche se spesso manipolati, subendo un ampliamento e una trasformazione. L'utopia dell'uguaglianza, che aveva animato la lotta politica dell'Ottocento e del Novecento, rinasce in settori prima marginali, come il femminismo, che diventa così una forma ideologica centrale, capace di riempire il vuoto lasciato dal fallimento delle ideologie comuniste. Per rafforzarsi, il femminismo doveva costituirsi come ideologia utopica che si richiamava all'utopia dell'uguaglianza, e doveva avere una conferma «scientifica», così come il comunismo di Marx, che si era autodichiarato «socialismo scientifico».
La teoria del gender è un'ideologia a sfondo utopistico basata sull'idea, già propria delle ideologie socio-comuniste e fallita miseramente, che l'eguaglianza costituisca la via maestra verso la realizzazione della felicità. Negare che l'umanità è divisa tra maschi e femmine è sembrato un modo per garantire la più totale e assoluta eguaglianza — e quindi possibilità di felicità — a tutti gli esseri umani. Nel caso della teoria del gender, all'aspetto negativo costituito dalla negazione della differenza sessuale, si accompagnava un aspetto positivo: la totale libertà di scelta individuale, mito fondante della società moderna, che può arrivare anche a cancellare quello che veniva considerato, fino a poco tempo fa, come un dato di costrizione naturale ineludibile. La teoria del gender comprende quindi un aspetto politico (la realizzazione dell'uguaglianza e la possibilità senza limiti di scelta individuale), un aspetto storico-sociale (la giustificazione a posteriori della fine del ruolo femminile nelle società occidentali) e un aspetto filosofico-antropologico più generale, cioè la definizione di essere umano e il rapporto fra questo e la natura. L'ideologia del gender è dunque una delle tante derive che ha preso l'utopia dell'uguaglianza. Scrive infatti Michael Walzer: «Alla radice, il significato dell'uguaglianza è negativo», mira a eliminare non tutte le differenze ma un insieme particolare di differenze, che varia secondo l'epoca e il luogo.
La trasformazione sociale in corso sta muovendosi verso la cancellazione di tutte le differenze — anche di quella, fondamentale in tutte le culture, fra donne e uomini — con un ritmo che si è fatto sempre più veloce dopo la diffusione degli anticoncezionali chimici, negli anni Sessanta. La separazione fra sessualità e riproduzione, infatti, ha permesso alle donne di adottare un comportamento sessuale di tipo maschile — che forse non si adatta alla natura femminile, e dunque probabilmente non contribuisce ad aumentare la felicità delle donne, anche se questo è un altro discorso — e quindi di svolgere dei ruoli maschili rimuovendo ogni ostacolo, e cioè abolendo anche la maternità.
La separazione fra sessualità e procreazione ha provocato una separazione fra procreazione e matrimonio, e quindi anche fra sessualità e matrimonio: possiamo cogliere qui le condizioni per l'affermarsi dei «diritti» al matrimonio e al figlio avanzati dai gruppi omosessuali, e strettamente collegati all'idea di gender, cioè alla negazione dell'identità sessuale «naturale».
Come il filosofo francese Marcel Gauchet ha messo in luce, queste trasformazioni hanno profonde conseguenze sul piano sociale: se la sessualità smette di essere un problema collettivo collegato al prolungamento del gruppo umano nel tempo, e diventa un affare privato ed espressione della propria individualità, ne discende ovviamente una crisi dell'istituto famigliare e un cambiamento nello statuto dell'omosessualità. Mentre una volta, infatti, era la famiglia che produceva il figlio come ovvia conseguenza dell'attività sessuale dei coniugi, oggi sempre più spesso è il figlio desiderato che crea la famiglia. E può essere considerata famiglia quella di chiunque desideri un figlio.
Circa cinquanta anni dopo che la de Beauvoir aveva scritto quella frase, la sua idea sembrava finalmente trionfare. Se le identità sessuali sono solo costruzioni culturali, è possibile decostruirle, ed è quello che si propongono di fare movimenti femministi e omosessuali.
La chiave della rivoluzione del gender è il linguaggio, come si deduce da qualche ordinamento giuridico, dove solo cambiando qualche termine — «genitore» invece di «madre» e «padre», «parentalità» invece di «famiglia» — si è riusciti a cancellare nei documenti la famiglia naturale. Con un'altra operazione artificiosa si sostituiscono «sesso» con «sessualità» e «sessuato» con «sessuale», per confermare che non conta la realtà, ma solo l'orientamento del desiderio. Come però ricorda lo studioso Xavier Lacroix, rimane invece indispensabile «riconoscere l'apporto che il carnale dà al simbolico e al relazionale»: capire cioè che l'ancoraggio fisico della paternità in un corpo maschile e della maternità in un corpo femminile costituisce un dato di fatto irriducibile e strutturante che deve essere recepito non solo come un limite, ma come una fonte di significato. Bisogna ammettere che al di là dello spermatozoo o dell'ovulo c'è qualcuno, mentre il concetto di omoparentalità elimina qualunque leggibilità carnale dell'origine. I diversi sistemi di parentela che esistono al mondo hanno variamente articolato il fisico e il culturale, ma li hanno sempre articolati, perché la sfida centrale della famiglia consiste proprio nel tenere insieme coniugalità e parentalità.
Si tratta quindi di una vera e propria sfida antropologica al fondamento culturale non solo della nostra società ma di tutte le società umane, come dimostra la critica avviata dai teorici del gender (per esempio, dalla filosofa americana Judith Butler) a Lévi-Strauss e a Freud, colpevoli di avere fondato i loro sistemi di pensiero sulla differenza sessuale fra donne e uomini. E la demonizzazione di ogni tipo di differenza non solo si basa su una utopia di uguaglianza proposta come via maestra verso la felicità — un'utopia che senza dubbio ha le sue origini proprio in quella socialista che ha mostrato le sue disastrose realizzazioni nel secolo appena trascorso — ma in questo caso si arriva a un esito estremo del pensiero decostruzionista, e cioè alla negazione dell'esistenza della natura stessa. Se ogni tipo di differenza, sancita da una definizione sociale, è letto come un sistema di potere, sulla scorta di Foucault, si può vedere in ogni superamento di paradigma un momento evolutivo di liberazione, secondo una nuova forma di darwinismo sociale. Le forme più diffuse e più facilmente vivibili di relazioni affettive e sessuali sono così considerate come quelle evolute, che quindi devono imporsi, mentre l'«eterocentrismo» viene considerato un momento della storia dello sviluppo umano ormai non più adatto e da superare.
L'ideologia del gender è stata recepita con entusiasmo soprattutto dalle organizzazioni internazionali, perché corrisponde alla politica di allargamento dei diritti individuali che è considerata il fondamento della libertà democratica: il problema del genere è stato al centro della battaglia politica nelle conferenze Onu del Cairo e di Pechino. È una storia poco conosciuta, cioè come — per esprimersi con le parole dell'Istituto di ricerca per l'avanzamento delle donne (Instraw) — «adottare una prospettiva di genere significa (...) distinguere tra quello che è naturale e biologico da quello che è costruito socialmente e culturalmente, e nel processo rinegoziare tra il naturale — e la sua relativa inflessibilità — e il sociale, e la sua relativa modificabilità». In sostanza, significa negare che le diversità fra donne e uomini siano naturali, e sostenere invece che sono costruite culturalmente, e quindi possono essere modificate a seconda del desiderio individuale. L'adozione di una «prospettiva di genere» è stata la linea ideologica adottata con forza da alcune delle principali agenzie dell'Onu e dalle Ong che si occupano di controllo demografico, con il sostegno della maggior parte delle femministe dei Paesi occidentali, ma con l'opposizione dei molti gruppi nati a difesa della maternità e della famiglia.
Da qui il termine gender (che è più elegante e neutro di «sesso») non solo è entrato nel nostro linguaggio, ma è usato addirittura nella denominazione di un filone di ricerca accademica — i Gender Studies — spesso però nell'inconsapevolezza del suo rivoluzionario significato ideologico-culturale. Eppure, come gli studi scientifici hanno dimostrato e continuano a dimostrare, parlare di identità maschile e di identità femminile ha senso innanzitutto proprio dal punto di vista biologico. Oltre che infondata, la teoria del gender sottintende una visione politica estremamente pericolosa, facendo credere che la differenza sia sinonimo di discriminazione. Eppure, il principio di uguaglianza non richiede affatto di fingere che tutti siano uguali: solo nella misura in cui l'esistenza della differenza venga effettivamente riconosciuta e considerata, si potrà realmente dare a tutti, allo stesso modo e in pari grado, piena dignità e uguali diritti.
Nulla di nuovo, sia chiaro: è da tempo che il diritto e la filosofia vanno ribadendo come l'autentico significato del principio di uguaglianza risieda non nel disconoscere le caratteristiche individuali, fingendo un'omogeneità che non esiste, ma, al contrario, stia proprio nel dare a tutti le stesse opportunità. Il laico Norberto Bobbio affermava che gli uomini non nascono uguali: è compito dello Stato metterli in condizione di divenirlo. Come ribadiscono, tra gli altri, la Chiesa cattolica e parte del femminismo, la vera uguaglianza si verifica non solo quando soggetti uguali vengono trattati in modo uguale, ma anche quando soggetti diversi vengono trattati in modo uguale. La parità tra i sessi non si ottiene certo facendo entrare le donne in una categoria astratta di individuo (categoria che, tra l'altro, non esiste, essendo tarata sul modello maschile), ma si raggiunge partendo dal presupposto che la società è composta da cittadini e da cittadine.
Una critica radicale dell'ideologia del gender intesa come teoria dell'uguaglianza si è sviluppata infatti all'interno del femminismo: da una parte, nel femminismo americano si è cominciato a individuare una diversa etica, maschile e femminile. Ma da altre intellettuali femministe l'esistenza di una differenza femminile viene negata anche quando questa differenza è proposta in senso positivo, come moralità superiore fondata sull'etica della cura, in contrapposizione alla differenza maschile della giustizia e dei diritti, come ha sostenuto la filosofa Carol Gilligan. Questa tesi, infatti, è stata sottoposta a una critica serrata da un'altra filosofa, Joan Tronto, che considera la predisposizione alla cura solo come una costruzione culturale. Traspare da questa disputa l'ansia di alcune femministe che, nel tentativo di porre fine alla condizione marginale delle donne nella società, preferiscono rinnegare la differenza femminile in cambio di una «neutralità» che sembra loro più rassicurante. Dimenticando — come scrive Sylvane Agacinscki — che «ciò che fonda la parità è l'universale dualità del genere umano», cioè proprio il porre «la differenza sessuale come differenza universale».
Questa linea critica è stata approfondita da Eva Feder Kittay ( La cura dell'amore, Vita e Pensiero, 2010). L'autrice parte da una delle domande chiave del femminismo: come mai le donne, anche quando hanno ottenuto uguali diritti, non ottengono una uguaglianza di fatto nella società? Perché l'uguaglianza si è dimostrata così irraggiungibile per le donne? Kittay risponde dicendo che l'uguaglianza è possibile solo per le donne che non hanno responsabilità di cura, e forse non è il tipo di uguaglianza che le donne desiderano. Secondo Kittay si può delineare una critica dell'ideale di uguaglianza che chiama «critica della dipendenza». Tale critica della dipendenza è una critica femminista dell'uguaglianza e sostiene che la concezione della società vista come associazione di eguali maschera o occulta ingiuste dipendenze, legate all'infanzia, alla vecchiaia, alla malattia e alla disabilità. È necessario quindi cercare di chiarire un'idea di uguaglianza tanto radicale da abbracciare la dipendenza, perché nessuna cultura estesa oltre una generazione può considerarsi al sicuro dalle esigenze della dipendenza. La Kittay afferma quindi che l'uguaglianza sarà sempre formale, o addirittura vacua, finché la prospettiva della differenza non sarà riconosciuta e incorporata nel tessuto della teoria e della pratica politica, anche se è ben consapevole della difficoltà di questo, perché l'incontro con la dipendenza è raramente ben accolto tra coloro che si nutrono di libertà ideologica, di autosufficienza e di uguaglianza. Con la creazione delle utopie di uguaglianza e di autonomia individuale, abbiamo costruito delle finzioni che ci danneggiano, perché fondate su un ideale che presuppone indipendenza, ben lontano dalla realtà. Le donne sanno ormai, sostiene Kittay, che la neutralità di genere non farà che perpetuare quelle differenze che sono già in gioco. Se, d'altra parte, mettiamo in evidenza la differenza, corriamo il rischio di ridurre le donne a mere vittime.
È nota la posizione della Chiesa rispetto a questo tema, ben chiarita dalla Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla collaborazione dell'Uomo e della Donna nella Chiesa e nel mondo dell'allora cardinale Ratzinger. È interessante però ritrovare elementi di questa polemica contro il gender anche in molte femministe laiche, che contribuiscono alla creazione di una opinione pubblica critica nei confronti dell'introduzione di questo termine nei testi pubblici e delle leggi che ne derivano. Ci sono inoltre delle contraddizioni interne alla società contemporanea che rendono difficile una vera applicazione della teoria del gender, contro cui si scontrano anche gli organismi internazionali. Come segnala Giulia Galeotti ( Gender Genere, Viverein, 2010), infatti, i nodi irrisolti sono almeno tre: in primo luogo oggi si assiste a un incremento di femminilità e mascolinità nelle donne e negli uomini occidentali, anche nel vestire prevalgono di meno i soggetti indistinti; in secondo luogo la scarsa presenza femminile in Parlamento. La volontà di dividere il potere fra uomini e donne può essere legittima solo se si ammette che il sesso non è un tratto sociale ma un tratto differenziato universale; infine la questione dell'aborto, in cui le legislazioni stabiliscono che solo la donna decide. Ma, se è così, allora le donne esistono!
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EPPURE OGGI, LA DIOCESI DI MILANO [[ LA CURIA SI SCUSA PER UNA LETTERA AI PROF, SUI GAY" ]] [[: è CHIARO LA IDEOLOGIA DEL GENDER: è UN COLPO MORTALE ALLA DEMOCRAZIA, E ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE, DELLE IDEE: COME UN VILIPENDIO ALLA RESPONSABILITà EDUCATIVA E COSTITUZIONALE, DELLA COMPONENTE GENITORIALE! ]] SI è LASCIATA INTIMIDIRE: SU UN DOCUMENTO RISERVATO SEGRETO, CHE, NON AVEVA IL DIRITTO DI PUBBLICARE.. SECONDO ME, IL GIORNALE CHE, LO HA FATTO, DOVREBBE PAGARE MILIONI DI EURO PER DANNI MORALI E MATERIALI, ALLA CHIESA CATTOLICA! INFATTI, RENDERE PUBBLICO UN DOCUMENTO RISERVATO: è UN REATO!
Carità libera dalle logiche dell'etica laicista, Forte presa di posizione in apertura della plenaria di Cor Unum, 18 gennaio 2013
È assolutamente urgente e necessario far fronte alle logiche dell'etica laicista che, dopo essere stata imposta persino «con la violenza a culture e a popoli del mondo intero attraverso meccanismi politici, giuridici e culturali complessi», veicolando «una visione negativa e distruttiva dell'uomo e della donna», ora tenta di insinuarsi pericolosamente anche tra le maglie della carità della Chiesa.
È molto dura la condanna del cardinale Robert Sarah, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, nei confronti di quel subdolo modello di etica mondiale che, «pensato da certi organismi internazionali», finisce per condizionare pesantemente stili di vita di intere popolazioni. Lo strumento adottato, denuncia il porporato, è quello del presunto aiuto finanziario e tecnologico per lo sviluppo, sottoposto a precise condizioni da parte dei donatori. Caso tipico «quello legato alla mentalità contraccettiva occidentale — ha detto il cardinale inaugurando giovedì mattina, 17 gennaio, i lavori della plenaria del dicastero — e al disprezzo dell'uomo e della donna creati a immagine di Dio, che trovano oggi spazio in forme normative mondiali tipo quelle che si ritrovano nell'ideologia del gender di cui tanto si parla».
Lo stretto legame tra l'evangelizzazione, la fede e la carità, da una parte, e il confronto tra antropologia cristiana e nuova etica mondiale dall'altra, costituiscono argomenti verso cui il porporato ha sempre dimostrato particolare sensibilità, anche in virtù dell'esperienza maturata nella realtà africana.
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E per quanto riguarda forme ideologiche come la teoria del gender o l'equiparazione delle unioni gay al matrimonio uomo-donna, esse non hanno consenso nella stragrande maggioranza dei cattolici. Certo, tra i fedeli la dottrina è spesso poco conosciuta o poco praticata, ma ciò "non significa che sia messa in discussione". Ciò soprattutto, ha detto, "per quanto riguarda l'indissolubilità del matrimonio e la sua sacramentalità tra battezzati": quindi "non le questioni dottrinali, ma le questioni pratiche - inseparabili d'altro canto dalla verità della fede - sono in discussione in questo Sinodo, di natura squisitamente pastorale". E guardando a chi vive situazioni matrimoniali "difficili", Erdo ha detto che la Chiesa è una "casa paterna", in un'ottica misericordiosa che non cancelli, però, "verità e giustizia". "Una dimensione nuova della pastorale familiare odierna - ha osservato - consiste nel cogliere la realtà dei matrimoni civili e, fatte le debite differenze, anche delle convivenze". Insomma, la dottrina non dev'essere una "clava che giudica", ma "uno sguardo di misericordia sull'uomo", ha chiosato su questo Sinodo il segretario speciale, l'arcivescovo e teologo Bruno Forte.
http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2014/10/06/papa-al-sinodo-parlare-chiaro-senza-paura_297b7553-f6b8-4ba6-9084-053be7be92ea.html