STOP ALLA DITTATURA IN ETIOPIA

STOP ALLA DITTTURIA IN ETIOPIA! ]  [ Ormai non è solo una protesta degli oromo, sebbene questa popolazione rappresenti quasi un terzo degli abitanti dell’Etiopia, ben 24 milioni di persone. All’inizio di ottobre, centinaia di migliaia di dimostranti sono scesi in strada nel Paese più vasto e popoloso del Corno D’Africa per chiedere riforme politiche e più diritti, e denunciando decenni di abusi da parte del governo. Guidato dal Fronte rivoluzionario del popolo etiopico, al potere da 25 anni ininterrotti, l’attuale esecutivo è riuscito finora a mantenere un controllo pressoché totale, annunciando alle ultime elezioni del 2015 una vittoria con il 100% dei voti.
La protesta anti-governativa, che va avanti ad ondate dallo scorso novembre, si è estesa dalla regione dell’Oromia a quella dell’Amhara, abitata dalla seconda comunità più importante del Paese, pari a circa il 27% della popolazione. Segno che gli equilibri sono profondamente cambiati: il partito al governo, espressione della minoranza tigrina (6% della popolazione) ha acquisito e mantenuto il potere puntando su una divisione, quella fra oromo e amhara, che ha radici storiche. Ora la solidarietà crescente fra i due gruppi, che insieme rappresentano quasi due terzi della popolazione, è impossibile da ignorare.
Di fronte all’ultima ondata di proteste, il 9 ottobre il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza, che durerà almeno sei mesi. L’episodio più grave si è verificato il 2 ottobre, durante l’annuale raduno religioso in Oromia a Bishoftu, località sul grande lago Harsadi a circa 40 chilometri a sud-est di Addis Abeba.
La polizia è intervenuta esplodendo colpi e gas lacrimogeni sulla folla, in mezzo alla quale c’era chi scandiva slogan anti-governativi. Uomini, donne e bambini sono morti calpestati nella calca. Secondo il governo le vittime sono state 52. Il direttore di Oromia Media Network, Jawar Mohammed, ha invece scritto su twitter che i cadaveri recuperati e trasportati ad Addis Abeba sono stati 175 e che oltre 120 feriti sono stati ricoverati nell’ospedale di Bishoftu.
Secondo Human Rights Watch, dall’inizio delle proteste le vittime sono state almeno 500. Mentre 1.600 sono stati gli arresti. Cifre esagerate secondo il governo. Ma ciò che sta accadendo in Etiopia, Paese sul quale Stati Uniti e Unione europea hanno sempre puntato come 'garante' di stabilità nel Corno D’Africa, desta serie preoccupazioni.
L’11 ottobre Angela Merkel, atterrata ad Addis Abeba come terza tappa del suo viaggio in Africa, ha sollecitato le autorità etiopi ad 'avviare colloqui' con l’opposizione, perché «una democrazia dinamica ha bisogno di un’opposizione e ha bisogno di libertà di stampa». In risposta, il premier etiope, Hailemariam Desalegn, ha annunciato nella conferenza stampa congiunta di volere riformare il sistema elettorale affinché l’opposizione sia meglio rappresentata.
Finora però il governo ha dimostrato di far più conto sul controllo e sulla repressione del dissenso che sul dialogo, mettendo in prigione gli oppositori e aggiungendo alle già pesanti limitazioni della libertà di stampa anche la censura del web. Ora lo stato d’emergenza rischia di aggravare la situazione: l’esecutivo ha già bloccato gli accessi ad internet – e in particolare ai social network – con l’obiettivo di impedire l’organizzazione di nuove proteste. Le radici di questo conflitto interno non sono però solo legate a una mancata condivisione del potere delle diverse etnie.
A giocare un peso rilevante, oltre alla storica discriminazione degli oromo, sono gli squilibri economici e, soprattutto le decisioni legate alla gestione della terra, che negli ultimi decenni hanno reso l’Etiopia uno dei Paesi più esposti al land grabbing, ovvero l’acquisizione di ampi appezzamenti di terreno da parte di investitori esteri. Le fattorie gestite da aziende olandesi e indiane – ma ce ne sono anche di italiane – in cui si coltivano fiori oppure frutta e verdura, o anche palma da olio (che richiede molta irrigazione in un Paese che deve fare i conti con la siccità), sono di fatto isole agricole a sé stanti e autosufficienti, a volte concesse sottraendo terre di uso comunitario o già coltivate, e non è ancora chiaro che tipo di sviluppo portino a livello locale.
Durante la carestia che per tutto lo scorso anno ha colpito il Paese, affamando milioni di persone e facendo lievitare i prezzi dei beni alimentari, autobus carichi di frutta e verdura freschi coltivati in Etiopia arrivavano regolarmente due volte alla settimana a Gibuti, per essere venduti nel Paese vicino. A suscitare la protesta degli oromo, lo scorso novembre è stato, non a caso, l’Integrated Developement Master Plan, un progetto di estensione della capitale Addis Abeba che prevede la creazione di una zona industriale nella regione dell’Oromia e l’esproprio di terreni agricoli dell’area interessata.
Lo scorso gennaio il governo ha ritirato il piano, bollato come land grabbing dagli oromo, ma le proteste sono proseguite per chiedere maggiore rinascimento politico, economico e culturale. A scendere in strada è stata anche «una nuova generazione di giovani che ha accesso ai media e che non è più disposta ad accettare in silenzio l’autorità indiscussa e quasi 'sacra' del governo centrale», afferma un cooperante italiano appena rientrato all’Etiopia.
Il mondo ha saputo quanto stava accadendo in Etiopia il 21 agosto grazie a Feyisa Lilesa, medaglia d’argento alla maratona di Rio 2016.
Al traguardo l’atleta oromo ha incrociato i polsi sopra la testa come se fossero imprigionati da manette. «La mia famiglia è in prigione e se si parla di diritti si viene uccisi» ha detto ai giornalisti dopo la finale.
Quel che è certo è che l’Etiopia non può rischiare la propria immagine di Paese affidabile per gli investimenti e perno degli equilibri politici nel Corno D’Africa. E una transizione violenta del potere, o peggio ancora una guerra civile, sarebbe una catastrofe che nessuno può permettersi. Solo l’Unione europea ha destinato 745 milioni di euro di assistenza allo sviluppo dell’Etiopia per il periodo 2014-2020 e negli uffici della Commissione – fa sapere un funzionario che non vuole essere citato – c’è preoccupazione.
A subire già dei contraccolpi rilevanti è l’aiuto umanitario e la cooperazione allo sviluppo nel Paese. A confermarlo è Fabio Manenti, medico e responsabile dei progetti in Etiopia di Medici con l’Africa-Cuamm, organizzazione che da ben 36 anni lavora in modo continuativo nel Paese per rafforzare il sistema sanitario, e che ha fondato con la Chiesa cattolica e le autorità locali l’ospedale san Luca di Wolisso, che si trova proprio in Oromia. «L’ordinario in ospedale prosegue normalmente, però siamo stati costretti a sospendere tutte le attività di assistenza sanitaria sul terreno – afferma Manenti –. Sono le persone stesse che non raggiungono più i centri sanitari, c’è molta paura e tutti hanno limitato gli spostamenti. Le strade sono presidiate da militari e polizia»
Di fronte a questa rivolta popolare, le vie d’uscita sono incerte, e richiederebbero di mettere mano a cause radicate e strutturali. L’economia dell’Etiopia negli ultimi dieci anni ha galoppato a un ritmo del 10% annuo di incremento, attirando capitali e investimenti dall’estero. Ma fuori Addis Abeba il volto di questo vastissimo Paese è rurale: l’80% dei suoi 102 milioni di abitanti vive di agricoltura famigliare o su piccola scala e di pastorizia. E della crescita economica ha spesso visto solo gli svantaggi.

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SALMAN SAUDI ARABIA ] io non credo che tu potrai dedicarti alla contrattazione del ritorno di tutti gli ebrei del mondo, quando l'ISLAM sarà stato condannato come il nazismo e la LEGA ARABA shariah sarà stata rasa al suolo! ] e io DUBITO fortemente, che i Farisei SpA FMI, Talmud satana il Gufo agenda, loro abbiano creato i salafiti per amore dell'ISLAM! [ Tutto è cominciato con quella "Nun", la lettera N con cui il sedicente Califfato ha marchiato le case dei cristiani di Mosul prima di costringerli alla fuga. Una lettera che il mondo ha però imparato a conoscere, non tanto come marchio della vergogna, come intendevano i terroristi, bensì come simbolo di una campagna internazionale a favore dei cristiani perseguitati. La lettera ha, così, trovato un’identità tanto forte da riscattare le sue origini incerte. Diventando una star.
Se, infatti, tutti sappiamo che quella lettera sta per la parola araba "Nasara" (nazareni), è controversa l’origine del termine. Se sia, cioè, un dispregiativo o un semplice sinonimo di "masihiyyun", seguaci del Messia. Non è, infatti, noto come i cristiani d’Arabia – parliamo del VI-VII secolo – si autodefinivano. La parola "Nasara" ricorre raramente prima dell’islam. Nel Corano si trova 14 volte, sempre al plurale, di cui 12 volte insieme alla parola «ebrei». Un famoso versetto (Mensa, 82) mette la parola in bocca agli stessi cristiani. «Troverai che i più cordialmente vicini a coloro che credono sono quelli che dicono: “Siamo Nasàra!”. Questo avviene perché fra di loro vi sono preti e monaci ed essi non sono superbi».
La parola ha creato non pochi problemi per i linguisti arabi. Sul "Lisan al-’Arab", il più corposo vocabolario di lingua araba, si legge che "Nasrani" (il singolare di "Nasara") è l’abitante di un Paese del Levante che esso chiama con quattro nomi diversi, tra cui "Nasran", con l’evidente obiettivo di risolvere l’enigma dell’aggettivo. Gli esegeti musulmani hanno cercato la soluzione nella radice NSR (vincere o sostenere) e i suoi derivati, richiamando il versetto 14 della sura dei “Ranghi serrati” in cui viene ripetuta la parola "Ansar", che significa ausiliari o partigiani: «O voi che credete! Siate gli ausiliari di Dio, così come disse Gesù figlio di Maria agli apostoli: “Chi saranno gli ausiliari miei verso Dio?” Ed essi risposero: “Noi siamo gli ausiliari di Dio!”».
Un teologo radicale ha visto nel passaggio da "Ansar" a "Nasara" una sorta di degradazione semantica, visto che il paradigma indica sempre persone colpite da difetti, come in "Kasala", "Sakara", "Nadama", che traducono pigri, ubriachi, pentiti. In tal caso l’uso coranico di "Nasara" non sarebbe altro che una «punizione divina» per aver dato a Gesù gli attributi di Dio.
La diatriba ricorda da vicino quella che nelle lingue europee riguarda l’uso alternativo di "Nazoraios" e "Nazarenos" per riferirsi a Gesù di Nazareth nella Bibbia greca, nel quale alcuni studiosi hanno visto l’etimo di nazireo o nazirita, ossia l’ebreo consacrato. Gli Atti degli Apostoli (24, 5) ricordano l’episodio del processo di Paolo davanti a Felice in cui l’avvocato Tertullo esoridisce dicendo: «Abbiamo scoperto che quest’uomo è una peste, fomenta continue rivolte tra tutti i Giudei che sono nel mondo ed è capo della setta dei Nazorei». È quindi probabile che questo appellativo sia passato in arabo sotto la forma di "Nasara" oppure, come sostengono alcuni studiosi, che fosse relativo a una setta giudeo-cristiana diffusasi nell’Arabia pre-islamica. Nazareni, ausiliari, cristiani giudaizzanti.
Quale che sia l’origine della parola, è chiaro che i jihadisti intendono con essa un marchio della vergogna, ma, come abbiamo già scritto su "Avvenire" non sarà mai per chi lo subisce, bensì per coloro che lo impongono.

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psychoscribe131 ora fa
Halloween is a time of candy and death
Time rolls like a waterfall
A pumpkin falls
StampsBabyBal 2015

how do i record with youtube itself?
PERSECUTED CHURCH

SALMAN SAUDI ARABIA ] TUTTI COLORO CHE, pur CONOSCENDO il DELITTO massonico: di alto tradimento COSTITUZIONALE di: SpA SIGNORAGGIO BANCARIO, poi, NON LO DENUNCIAno PUBBLICAMENTE? poi, LUI: 1. oltre che essere un traditore del suo popolo e dei popoli del mondo, lui è anche un diffusore del satanismo: ideologico e pratico.. ecco perché, chi è complice di Signoraggio bancario diffonde il satanismo nel mondo, poi, ecco perché, lui NON POTREBBE MAI ESSERE SALVATO, ECCO PERCHÉ, DISPERANDO DELLA TUA SALVEZZA TU HAI INCOMINCIATO A FARE: il complice dei satanisti della NATO, e a fare lo ASSASSINIO SERIALE SHARIAH! ... infatti, è impossibile entrare nel Regno di Dio, se si appartiene al regno della usura di rothschild bildenberg SpA Fed BCE FMI NWO e il satanismo del Talmud che ha deciso di disintegrare ISRAELE, ed ovviamente tu non hai intenzione di vedere distruggere, sia ISLAM che Israele insieme!
PERSECUTED CHURCH

SALMAN SAUDI ARABIA ] io ti ho sempre detto: che: 1. se, tutti gli ebrei non torneranno nella loro Patria alla Madiana Saudita? poi, la guerra mondiale nucleare non potrà essere evitata! 2. e tu sai anche, che, ebrei essendo stati per 40 anni e un giorno nella Madiana, insieme a Mosé, poi, la Madiana Saudita appartiene di diritto a tutti gli ebrei! ED IO NON HO MAI CHIESTO DI RINUNCIARE TU, ALLA SOVRANITÀ DELLA MADIANA, MA CHE TU LI DEVI SOLTANTO ACCOGLIERE COME FRATELLI!
kingIsraelUniusREI

STOP ALLA DITTTURIA IN ETIOPIA! ]  [ Ormai non è solo una protesta degli oromo, sebbene questa popolazione rappresenti quasi un terzo degli abitanti dell’Etiopia, ben 24 milioni di persone. All’inizio di ottobre, centinaia di migliaia di dimostranti sono scesi in strada nel Paese più vasto e popoloso del Corno D’Africa per chiedere riforme politiche e più diritti, e denunciando decenni di abusi da parte del governo. Guidato dal Fronte rivoluzionario del popolo etiopico, al potere da 25 anni ininterrotti, l’attuale esecutivo è riuscito finora a mantenere un controllo pressoché totale, annunciando alle ultime elezioni del 2015 una vittoria con il 100% dei voti.
La protesta anti-governativa, che va avanti ad ondate dallo scorso novembre, si è estesa dalla regione dell’Oromia a quella dell’Amhara, abitata dalla seconda comunità più importante del Paese, pari a circa il 27% della popolazione. Segno che gli equilibri sono profondamente cambiati: il partito al governo, espressione della minoranza tigrina (6% della popolazione) ha acquisito e mantenuto il potere puntando su una divisione, quella fra oromo e amhara, che ha radici storiche. Ora la solidarietà crescente fra i due gruppi, che insieme rappresentano quasi due terzi della popolazione, è impossibile da ignorare.
Di fronte all’ultima ondata di proteste, il 9 ottobre il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza, che durerà almeno sei mesi. L’episodio più grave si è verificato il 2 ottobre, durante l’annuale raduno religioso in Oromia a Bishoftu, località sul grande lago Harsadi a circa 40 chilometri a sud-est di Addis Abeba.
La polizia è intervenuta esplodendo colpi e gas lacrimogeni sulla folla, in mezzo alla quale c’era chi scandiva slogan anti-governativi. Uomini, donne e bambini sono morti calpestati nella calca. Secondo il governo le vittime sono state 52. Il direttore di Oromia Media Network, Jawar Mohammed, ha invece scritto su twitter che i cadaveri recuperati e trasportati ad Addis Abeba sono stati 175 e che oltre 120 feriti sono stati ricoverati nell’ospedale di Bishoftu.
Secondo Human Rights Watch, dall’inizio delle proteste le vittime sono state almeno 500. Mentre 1.600 sono stati gli arresti. Cifre esagerate secondo il governo. Ma ciò che sta accadendo in Etiopia, Paese sul quale Stati Uniti e Unione europea hanno sempre puntato come 'garante' di stabilità nel Corno D’Africa, desta serie preoccupazioni.
L’11 ottobre Angela Merkel, atterrata ad Addis Abeba come terza tappa del suo viaggio in Africa, ha sollecitato le autorità etiopi ad 'avviare colloqui' con l’opposizione, perché «una democrazia dinamica ha bisogno di un’opposizione e ha bisogno di libertà di stampa». In risposta, il premier etiope, Hailemariam Desalegn, ha annunciato nella conferenza stampa congiunta di volere riformare il sistema elettorale affinché l’opposizione sia meglio rappresentata.
Finora però il governo ha dimostrato di far più conto sul controllo e sulla repressione del dissenso che sul dialogo, mettendo in prigione gli oppositori e aggiungendo alle già pesanti limitazioni della libertà di stampa anche la censura del web. Ora lo stato d’emergenza rischia di aggravare la situazione: l’esecutivo ha già bloccato gli accessi ad internet – e in particolare ai social network – con l’obiettivo di impedire l’organizzazione di nuove proteste. Le radici di questo conflitto interno non sono però solo legate a una mancata condivisione del potere delle diverse etnie.
A giocare un peso rilevante, oltre alla storica discriminazione degli oromo, sono gli squilibri economici e, soprattutto le decisioni legate alla gestione della terra, che negli ultimi decenni hanno reso l’Etiopia uno dei Paesi più esposti al land grabbing, ovvero l’acquisizione di ampi appezzamenti di terreno da parte di investitori esteri. Le fattorie gestite da aziende olandesi e indiane – ma ce ne sono anche di italiane – in cui si coltivano fiori oppure frutta e verdura, o anche palma da olio (che richiede molta irrigazione in un Paese che deve fare i conti con la siccità), sono di fatto isole agricole a sé stanti e autosufficienti, a volte concesse sottraendo terre di uso comunitario o già coltivate, e non è ancora chiaro che tipo di sviluppo portino a livello locale.
Durante la carestia che per tutto lo scorso anno ha colpito il Paese, affamando milioni di persone e facendo lievitare i prezzi dei beni alimentari, autobus carichi di frutta e verdura freschi coltivati in Etiopia arrivavano regolarmente due volte alla settimana a Gibuti, per essere venduti nel Paese vicino. A suscitare la protesta degli oromo, lo scorso novembre è stato, non a caso, l’Integrated Developement Master Plan, un progetto di estensione della capitale Addis Abeba che prevede la creazione di una zona industriale nella regione dell’Oromia e l’esproprio di terreni agricoli dell’area interessata.
Lo scorso gennaio il governo ha ritirato il piano, bollato come land grabbing dagli oromo, ma le proteste sono proseguite per chiedere maggiore rinascimento politico, economico e culturale. A scendere in strada è stata anche «una nuova generazione di giovani che ha accesso ai media e che non è più disposta ad accettare in silenzio l’autorità indiscussa e quasi 'sacra' del governo centrale», afferma un cooperante italiano appena rientrato all’Etiopia.
Il mondo ha saputo quanto stava accadendo in Etiopia il 21 agosto grazie a Feyisa Lilesa, medaglia d’argento alla maratona di Rio 2016.
Al traguardo l’atleta oromo ha incrociato i polsi sopra la testa come se fossero imprigionati da manette. «La mia famiglia è in prigione e se si parla di diritti si viene uccisi» ha detto ai giornalisti dopo la finale.
Quel che è certo è che l’Etiopia non può rischiare la propria immagine di Paese affidabile per gli investimenti e perno degli equilibri politici nel Corno D’Africa. E una transizione violenta del potere, o peggio ancora una guerra civile, sarebbe una catastrofe che nessuno può permettersi. Solo l’Unione europea ha destinato 745 milioni di euro di assistenza allo sviluppo dell’Etiopia per il periodo 2014-2020 e negli uffici della Commissione – fa sapere un funzionario che non vuole essere citato – c’è preoccupazione.
A subire già dei contraccolpi rilevanti è l’aiuto umanitario e la cooperazione allo sviluppo nel Paese. A confermarlo è Fabio Manenti, medico e responsabile dei progetti in Etiopia di Medici con l’Africa-Cuamm, organizzazione che da ben 36 anni lavora in modo continuativo nel Paese per rafforzare il sistema sanitario, e che ha fondato con la Chiesa cattolica e le autorità locali l’ospedale san Luca di Wolisso, che si trova proprio in Oromia. «L’ordinario in ospedale prosegue normalmente, però siamo stati costretti a sospendere tutte le attività di assistenza sanitaria sul terreno – afferma Manenti –. Sono le persone stesse che non raggiungono più i centri sanitari, c’è molta paura e tutti hanno limitato gli spostamenti. Le strade sono presidiate da militari e polizia»
Di fronte a questa rivolta popolare, le vie d’uscita sono incerte, e richiederebbero di mettere mano a cause radicate e strutturali. L’economia dell’Etiopia negli ultimi dieci anni ha galoppato a un ritmo del 10% annuo di incremento, attirando capitali e investimenti dall’estero. Ma fuori Addis Abeba il volto di questo vastissimo Paese è rurale: l’80% dei suoi 102 milioni di abitanti vive di agricoltura famigliare o su piccola scala e di pastorizia. E della crescita economica ha spesso visto solo gli svantaggi.
dominus UniusRei Dominus
dominus UniusRei Dominus21 ore fa
una storia di morte nei vaccini SpA 666 NWO ] “Il thimerosal, un derivato del mercurio, è aggiunto come conservante. Ogni dose di 0,5 ml contiene 50 mcg di thimerosal (< 25 mcg di mercurio). Ogni dose di 0,5 mL può anche contenere quantità residue di ovalbumina (≤ 0,3 mcg), formaldeide (≤ 25 mcg), e sodio desossicolato (< 50 mcg) dal processo di fabbricazione.
dominus UniusRei Dominus

Zacharova: cyberattacco contro vecchio sito del Ministero. 23.10.2016) smettiamola con tutta questa ipocrisia di attacchi informatici, almeno finché la CIA 666 NWO, lol. non si deciderà a lasciare il controllo del mio computer! ( Il rappresentante ufficiale del ministero degli esteri russo Maria Zacharova ha dichiarato che l’attacco sia stato effettuato contro un vecchio sito del Ministero, una versione non utilizzata. Precedentemente il canale televisivo americano CNN aveva dichiarato che un hacker americano sotto il nome Jester aveva violato la sicurezza del sito del Ministero degli esteri russo. "Stiamo parlando di un vecchio sito, il quale già da tempo non veniva utilizzato. Gli specialisti stanno cercando di capire cosa sia successo. Se stabiliranno che l'attacco, anche se contro un sito non utilizzato, è stato condotto dagli americani, è un brutto segno, perché, o la cyber macchina distruttiva di cui parlavano il vicepresidente USA John Biden e l'ex ambasciatore in Russia Michael Mcfaul è entrata in azione, oppure è una ennesima provocazione della campagna elettorale degli Stati Uniti, che spinge le persone a distruggere tutto quello che trovano sul loro cammino" ha scritto la rappresentante su Facebook. Hacker © flickr.com/ Adam Thomas Ministero degli esteri russo conferma attacco hacker La Zacharova ha fatto notare che la CNN prima di pubblicare la notizia non si è rivolta al Ministero degli esteri russo per confermare la veridicità della notizia. "Evidentemente hanno prove inconfutabili sul fatto che l'attacco sia stato condotto effettivamente da un hacker americano. Non può essere che la CNN pubblichi notizie non verificate" ha scritto la rappresentante ufficiale del Ministero degli esteri. ... 351 Correlati: Russia, hacker americano attacca il sito del Ministero degli esteri In Repubblica Ceca arrestato cittadino russo su richiesta FBI per attacchi hacker Wired racconta come gli USA intendono rispondere agli attacchi hacker “russi”
dominus UniusRei Dominus

Medic Bunker La verità. GAVA, IL MEDICO “ANTIVACCINI” PERSEGUITATO, QUALI SONO GLI SCOPI DEL NOSTRO GOVERNO?
Massima solidarieta al dr.Roberto Gava schieriamoci tutti contro tutte le menzogne e gli attacchi nei Suoi confronti. #IOSTOCONGAVA   l’hashtag che si legge a furor di popolo sui social. Chiediamo a gran voce un confronto pubblico aperto a tutta la comunità...
dominus UniusRei Dominus

my ISRAEL ] come faccio a lasciare il computer in standby, e poi, a trovarlo la mattina dopo, in "sessione ospite"? questi della CIA 666 alien abduction, loro sono i più grandi NWO assassini criminali sataniti predatori della storia del genere umano!
dominus UniusRei Dominus

my JHWH [ le lucertole: massoni, SpA FMi NWO, tutti Farisei Massoni Sauditi Salafiti, culto Talmud: la bibbia di Satana il Corano, loro si sentono furbi perché vivono nel cimitero Allah del Gufo Shariah
dominus UniusRei Dominus

my ISRAEL [ rettifica ] il contenuto del file cancellato è uno solo "jhwhinri 3" perché il documento "jhwhinri 2" prima invisibile? ora è diventato visibile!
dominus UniusRei Dominus

my ISRAEL ] ho lasciato il computer in standbay, e i satanisti della CIA UK NATO NWO, loro mi hanno cancellato due documenti scritti in editor di testo: Regedit, in Ubuntu! gli ultimi due documenti scritti in senso temporale.. poi, si lamento delle intrusioni informatiche degli altri! ] [ Artorius Elfar ha condiviso originariamente il post con Gli amici di Maria e Gesu'- Jesus & Mary's friends (Discussione): Leggete attentamente e apprendete dalla grande sapienza di S. Tommaso d'Aquino, il dottore angelico. Non lasciate cancellare le nostre tradizioni, la nostra cultura, le nostre famiglie, la nostra storia, il nostro essere, nel caos di un brutale melting pot sul classico esempio americano in cui la massa continua a esser schiava. La FAMIGLIA vien distrutta nell'orribile secolarizzazione, e i giovani, dunque il nostro futuro, sempre più persi nella non-ragione, nell'ignoranza, nella perversione, mancanza di valori e totale dispersione di punti di riferimento per i quali i nostri antenati han dato anima e cuore lottando senza sosta, con sacrificio e carità.
revenge Yitzhak Kaduri

Fariseo Rothschild 666 Salafita SALMAN ] quando si dice che CRISTO è RE? [ per colpa vostra noi stiamo per assistere al più colossale massacro della storia del GENERE UMANO!
revenge Yitzhak Kaduri

my ISRAEL ] la teoria del "BIG BENG" ha minore dignità della favola di Pinocchio! infatti, oggi, neanche intenzionalmente, in laboratorio? loro, le bestie di Satana, loro non riescono ancora, semplicemente: partendo, da elementi minerali a realizzare una sola cellula vegetale!
revenge Yitzhak Kaduri

SALMAN SAUDI ARABIA ]  anche satana crede in Dio JHWH, ma, le sue opere sono cattive, proprio come te, che ti servi dei Farisei Satanisti Massoni CIA NATO, per realizzare la galassia jihadista e così poter conquistare il mondo!

Stupid Sqaud
Yt it's time to stop

SkateHunt42

dominus UniusRei Dominus Everything burns for The future TV and Musics even Internet nothing good anymore
how you feel about one million people  that let everything worst.
dominus UniusRei Dominus


ragazzo! tu puoi sempre pregare insieme a me per risolvere i tuoi problemi! Today I will be bold to live like Jesus when facing difficult situations. PRAYER with me: Pray for young people caught in Satan’s lie that violence is the solution to their problems. my #ISRAEL, I TUOI NAZISTI SHARIAH NEMICI: Farisei Talmud SpA NWO; LEGA ARABA? stanno morendo! sono tutti quelli del Gufo: AIPAC Rothschild Bildenberg farisei salafiti shariah: MECCA 666 KAABA: SpA FMI BM NWO 666 NATO CIA Belzebuul: le bestie di satana: DEMO PLUTO GIUDAICO MASSONE. si, TUTTI loro stanno morendo! [ DRINK YOUR POISON MADE BY YOURSELF: DA UN CIMITERO devono uscire, e in un cimitero devono entrare: definitivamente! ] Gezabele queen Elisabetta second, #UK , CIA: #Merkel, #Clinton #Hillary #NATO, #FED, #BCE, #SPA FMI BM: Rothschild il regime massonico, 666 NWO: signoraggio bancario: alto tradimento ] come è stato, il vostro momento maledetto, cioè, che voi avete perso la Vostra verginità anale? ] drink your POISON, made by yourself, amen. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Benedetto: C. S. S. M. L. Crux, Sacra Sit Mihi Lux Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco, sit mihi dux Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana Non mi persuaderai di cose vane S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo I.V. B. Ipsa Venena Bibas Bevi tu stesso i tuoi veleni. [ DRINK YOUR POISON MADE BY YOURSELF: DA UN CIMITERO devono uscire, ed un cimitero devono entrare: definitivamente! ] In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
dominus UniusRei Dominus


revenge Yitzhak Kaduri

my ISRAELE ] [ non so come si potrebbe dire: " MA, IO SONO DESIDERATO DA DIO: JHWH HOLY, lui mi guarda, e vuole stare con me, e anche io SONO DESIDERATO DA TUTTI " .. quindi, per questo motivo: tutti mi temono: per la mia IRA giusta, eppure, contemporaneamente, tutti si sentono attirati dal mio amore per loro: ugualmente! .. e certo, verrà un giorno che io mi dovrò incontrare con tutti, quindi è più intelligente affrontare oggi la mia giustizia! PERCHÉ SARÀ IMPOSSIBILE per coloro che non vogliono affrontare oggi la mia giustizia, di poter sopravvivere nel giorno del fuoco il GIUDIZIO UNIVERSALE!


La Chiesa sia testimone di Misericordia





Francia


Calais, la «Giungla» dei migranti si svuota





Centri aiuto alla Vita


Ogni mese mille bimbi salvati grazie ai Cav





Cassano all'Ionio


Calabria, così la diocesi accoglie i bimbi migranti





Scuola


Nelle scuole cattoliche nessuno è straniero


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Pakistan: due cristiani

condannati a morte per blasfemia








Sudan, demolita una chiesa evangelica




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Cristiani, la mappa delle persecuzioni




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Siria, il “pizzo” all'Is è «contratto di protezione»








Erbil, la «N» sulle tende dei profughi

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Il racconto del patriarca Sako: «Urlavano: dovete convertirvi»




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